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Foto: Anton Unković
Rt Zub
Località per lo snorkelingQuesta località per lo snorkeling si trova sulla punta estrema della penisola di Lanterna, ai piedi del faro di Rt Zub. Alla località conduce una curata passeggiata che si snoda tra i boschetti di leccio fino al punto estremo della penisola.
In generale
Sul posto, accanto al faro, si trovano un parcheggio e uno stretto sentiero che conduce a un ampio solarium pavimentato. Con il tempo terso e la bora, da questa località è possibile scorgere le Alpi italiane coperte di nevi perenni, mentre di fronte si apre la vista sulle mura di Cittanova e sulla foce del fiume Quieto.
Per entrare in mare potete servirvi delle due scalette che si trovano sul lato occidentale del solarium, oppure potete percorrere il piazzale ai piedi del faro per raggiungere direttamente la secca che, come una collinetta sottomarina, si erge proprio a ridosso della riva.
Trattandosi del punto più avanzato della penisola, un'abbondanza di piccoli pesci nuota in tutte le direzioni. Banchi di pesci migratori, come cefali e aguglie, transitano in gran numero. Qui il mare è limpido e pulito, e il fondale roccioso digrada lentamente verso il profondo.
Il mondo sottomarino
La parte più interessante da esplorare è proprio quella tra il faro e la scalinata in pietra. È sufficiente seguire la linea costiera che delimita la spiaggia come un muro sommerso. Nelle zone in ombra le pareti sono ricoperte di alghe rosse di uno splendido colore rosso vino, mentre verdi cascate di piccole alghe adornano ogni fessura. Se vi allontanate un poco dal bordo della spiaggia noterete che il fondale è punteggiato di massi e solchi sabbiosi. È ricoperto da boschetti di alghe e da spugne di varie dimensioni, tra le quali spiccano le gialle spugne zolfo. Le spugne marine sono chiamate anche "spazzine del mare", poiché si nutrono filtrando l'acqua marina.
Nuotando lungo la riva in direzione del faro giungerete alla collinetta sottomarina che si innalza imponente dal fondale quasi fino alla superficie. Le sue pareti sono ricoperte di alghe brune e verdi, e nelle piccole cavità si nascondono bivalvi e il granciporro, che riconoscerete facilmente per il carapace duro e liscio color cioccolato. Attorno alla collinetta brulicano pesci come i saraghi (baraj), gli sparaglioni e le salpe dai riflessi quasi dorati. Ai piedi della collinetta si accumulano ciottoli e resti di gusci di conchiglie, crostacei e lumache di mare.
Bivalvi e gasteropodi
In tutta la località è possibile trovare un gran numero di turbanti, che devono il nome proprio alla conchiglia arrotondata e avvolta come un turbante. La conchiglia è spesso ricoperta di alghe, ed è particolare per il bellissimo opercolo con cui si protegge dai predatori. Ricorda un bottone di porcellana arancione e in tutto il litorale veniva usato come gioiello o amuleto protettivo.
Qui vive anche il murice trunculo, una lumaca di mare dalla conchiglia robusta e spiraliforme con protuberanze nodose di colore grigio-violaceo, nota fin dai tempi dei Fenici, che la utilizzavano per ottenere la preziosa porpora con cui commerciavano nel Mediterraneo. Fu proprio per questo pigmento che gli antichi Greci li chiamarono "i porporati" (in greco Phoíníkes), e più tardi i Romani ne ereditarono la produzione della porpora sulle nostre coste.
La località abbonda di arche di Noè (note anche con il nome latino Arca noae) e di piccole canestrelle nere che ricordano dei ventagli. I loro gusci sono sparsi per tutta l'area. Il fondale roccioso è pieno di nascondigli per i pesci più piccoli, come la donzella, che riconoscerete dal colore azzurro e dalla striscia laterale arancione, e la kosirica, dal disegno marmorizzato bruno.
Rt Zub nella storia
È interessante notare che nel corso della storia Rt Zub ha avuto grande importanza come punto di riferimento in uno snodo strategico fondamentale: la foce del fiume Quieto. Fin dalla preistoria qui si incontravano due principali vie di comunicazione. La prima è la rotta marittima lungo la costa occidentale dell'Istria, la seconda la via marittimo-fluviale che un tempo, lungo il maggiore fiume istriano, conduceva fino al cuore dell'Istria centrale.
Le fonti storiche menzionano Rt Zub come parte della rotta di navigazione con cui si evitavano le pericolose secche e le navi venivano indirizzate verso l'allora porto di Quieto, noto per l'esportazione di legname, pietra, lana, olio e frumento. Vi navigarono navi da carico a basso pescaggio fino alla Seconda guerra mondiale.
Possiamo solo immaginare quante galee romane dalle vele variopinte, e più tardi quante fregate, siano passate davanti a questo promontorio lungo la nostra più antica rotta marittima…
Avvertenza
Il traffico marittimo qui è molto intenso e nelle vicinanze si trova un centro di jet ski. Se desiderate proseguire l'esplorazione un po' più al largo, non allontanatevi più di 100 metri dalla riva. Mentre siete ancora a terra, osservate in che direzione si muovono le imbarcazioni per scegliere una rotta di nuoto sicura.
E non dimenticate che lo snorkeling più sicuro e divertente è quello in coppia!